ALLEVAMENTO AMATORIALE

Cosa si intende per allevamento amatoriale? A quali obblighi giuridici sono tenuti gli allevatori cinofili? Quante fattrici possono essere detenute?

Sono queste alcune domande che si pongono gli allevatori, soprattutto amatoriali, anche in vista delle nuove regolamentazioni che interesseranno la cinofilia.

Bisogna tener presente sempre che ogni legge tutela un diverso interesse, e potrebbero anche essere in conflitto tra loro.

Facciamo un esempio: Tizio, che vive nella zona residenziale della sua città, ha un allevamento amatoriale di cani detiene 4 fattrici, un maschio, una cagnolina anziana ed alleva 20 cuccioli all’anno. A quali norme deve adeguarsi?

Da un punto di vista fiscale non è obbligato ad aprire la partita IVA, perchè rientra nel concetto di amatorialità, ma deve comunque presentare la dichiarazione dei redditi dichiarando i proventi nel quadro relativo ai redditi diversi.

Inoltre deve verificare le prescrizioni del proprio Comune di residenza, in quanto la l’allevamento di animali implica esigenze di tutela ambientale, igienica e di salubrità che consentono all’Ente Locale di regolamentare i presupposti e le condizioni di collocazione dell’allevamento. Molti Comuni ad esempio pongono il divieto di allevare nelle aree residenziali, oppure prevedono delle distanze minime dalle altre abitazioni, indipendentemente dal numero di fattrici o di cuccioli.